Circolo Ippico Il 13 Rosso

Spettacoli Equestri


A cavallo del tempo

Si è svolto il 15 Febbraio 2009, nella località di Rignano Flaminio presso il circolo Ippico Il 13 Rosso, lo Spettacolo Equestre “ A cavallo del tempo”. Ideato dalle Istruttrici Federali del centro, Fabiana Minucci e Valentina Nardi, ha contato la partecipazione di tutti gli allievi, grandi e piccoli, e di un’innumerevole quantità di aiutanti, agenitori e amici, creando un connubio di socialità, arte, cultura e divertimento dove il protagonista è stato il cavallo. Il meraviglioso panorama del parco di Vejo è divenuto teatro naturale nel quale amazzoni e cavalieri, dai più esperti ai principianti, hanno avuto occasione di esprimere la propria Arte Equestre attraverso il susseguirsi di spettacoli il cui filo conduttore

rappresentavala amutevole relazione nel tempo del rapporto tra cavallo e uomo, dal primordio dei tempi fino ai giorni d’oggi. Il primo ingresso nel palcoscenico, il campo in sabbia, è stato eseguito da un cavallo bianco ed uno nero che raffiguravano gli opposti della creazione, vita e morte: creature misteriose che percorrevano la superficie della terra, cercandosi, chiamandosi in aattesa di fondersi e dar vita alla Creazione. Dall’unione di questi opposti nasce l’anima dell’uomo.Si sono così presentati l’uomo, la bambina ed il cavallo preistorico, quest’ultimo simboleggiando il mezzo di ausilio per la raccolta delle cibarie. Successivamente l’uomo si innamora del cavallo poiché lo riconosce simile alla propria anima: maschio e femmina, aselvaggio e docile, fiero e umile, rappresentava un enigma che lo spinge a cercarlo, a cavalcarlo per comunicare con lui e attraverso di lui. Così gli indiani hanno riempito la scena mostrando l’addestramento e i cow boy l’uso del cavallo come mezzo di trasporto.Piccoli cavalli hanno coadiuvato il lavoro dell’uomo: ed eccoci giunti all’ingresso dei sette nani, gli allievi apiù piccoli del circolo guidati da simpaticissimi pony. Uno dei primi mezzi di parificazione tra uomini e donne è stato proprio l’equino che ha permesso alle amazzoni di divenire guerriere e difendere il loro territorio ribaltando le consuetudini: i binomi cavallo-donna hanno voluto ricordare nel palco l’uguaglianza dei generi e delle etnie. Dalla Grecia fino a Roma il pony express ha arappresentato il più importante mezzo di comunicazione del passato.Consegnando importanti missive per il mondo è stato l’anello decisivo nello scatenarsi di battaglie e guerre. Il teatro si riempie di personaggi storici: postini a cavallo recapitano a papa Urbano II una pergamena che segnerà l’inizio della guerra tra crociati e saraceni. La scena si sposta di nuovo inondandosi di guerrieri: cavalieri e fanti armati di spade e lance e combattono una battaglia da togliere il fiato al ritmo di una musica infuocata!E quando ancora il finale sembrava incerto, è intervenuto l’amore a infrangere ogni contrasto trionfando sulla morte. Seducenti dame e affascinanti cavalieri si incontrano in sella a complici destrieri per vivere il loro amore. aIl cavallo è stato inoltre rappresentato come mezzo sportivo a partire dal XVIII secolo e nello spettacolo è stata rievocata la scena della caccia alla volpe. Il carnevale nelle sue origini simboleggiava il rovesciamento dell’ordinenella società e attraverso la maschera il povero poteva farsi ricco per un giorno e deridere il potente. Cosicché la volpe è risultata vittoriosa sui cacciatori! aAttraverso la rappresentazione delle discipline di endurance e salto ostacoli, le attività privilegiate del centro, si è giunti ai giorni d’oggi. Infine lo spettacolo si è concluso con l’esordio del cavallo del futuro per mostrare quella relazione di reciprocità e fiducia che giorno per giorno istruttori e allievi costruiscono in questo circolo. Gli amici dell’accademia iataliana di monta da lavoro hanno cavalcato un cavallo maremmano senza sella ne finimenti, guidato solo dalla relazione! Inseparabili, cavallo e uomo hanno corso insieme attraverso le epochedella storia trasformandosi e modificando il loro rapporto in una relazione senza fine attratti dal desiderio di fondersi in un unico destino. Guidati dall’amabile voce di uno speaker gli spettatori sono entrati in un’atmosfera magica. Varcando le soglie del tempo sono stati proiettati nell’era che precedette il passaggio degli uomini per poi attraversare tutte le epoche della storia.In questo tempo tale relazione si è creata e ricreata in un succedersi di cambiamenti e di alleanze segrete tra le due diverse specie. Per giungere infine in quella dimensione ad’eternità dove non sussistono differenze e solo il rispetto e la fiducia creano quel linguaggio senza parola che permette di colmare ogni distanza e realizzare quella comunione che ogni giorno ci salva.

 

 

Cavalcando il Tempo attraverso il Carnevallo arriviamo al:
“Il Sogno di Alice”
Dalla Fantasia alla realtà…

Si è svolto il 14 Giugno 2009, nella località di Rignano Flaminio presso il circolo Ippico Il 13 Rosso, lo Spettacolo Equestre “ Il Sogno di Alice”. Ideato dalle Istruttrici Federali del centro, Fabiana Minucci e Valentina Nardi, ha contato la partecipazione di tutti gli allievi, grandi e piccoli, e di un’innumerevole quantità di aiutanti, genitori e amici, creando un connubio di socialità, arte, cultura e divertimento dove il protagonista è stato il cavallo. Il meraviglioso panorama del parco di Vejo è divenuto teatro naturale nel quale amazzoni e cavalieri, dai più esperti ai principianti, hanno avuto occasione di esprimere la propria Arte Equestre attraverso il susseguirsi di spettacoli il cui filo conduttore rappresentava la mutevole relazione nel tempo del rapporto tra cavallo e uomo, dal primordio dei tempi fino ai giorni d’oggi. Alice, una bambina di 9 anni, viene invitata dalla scuola a recarsi ad un centro ippico per apprendere l’Arte dell’Equitazione. Impaurita dalla grandezza e dalla forza del cavallo Alice decide di non andare e per calmarsi prende il suo libro di favole preferito: La nascita di Fantàsia, mentre legge s’addormenta. Le appare in sogno un piccolo cavallino bianco di nome Fantàsia che la porterà a varcare le porte dei sogni per mostrarle l’evoluzione della relazione del cavallo e dell’uomo in un susseguirsi di immagini storiche. Il primo ingresso nel palcoscenico, il campo in sabbia, è stato eseguito da un cavallo bianco ed uno nero che raffiguravano gli opposti della creazione, vita e morte: creature misteriose che percorrevano la superficie della terra, cercandosi, chiamandosi in attesa di fondersi e dar vita alla Creazione. Dall’unione di questi opposti nasce l’anima dell’uomo. Si sono così presentati l’uomo, la bambina ed il cavallo preistorico, quest’ultimo simboleggiando il mezzo di ausilio per la raccolta delle cibarie. Successivamente l’uomo si innamora del cavallo poiché lo riconosce simile alla propria anima: maschio e femmina, selvaggio e docile, fiero e umile, rappresentava un enigma che lo spinge a cercarlo, a cavalcarlo per comunicare con lui e attraverso di lui. Così gli indiani hanno riempito la scena mostrando l’addestramento e i cow boy l’uso del cavallo come mezzo di trasporto. Piccoli cavalli hanno coadiuvato il lavoro dell’uomo: ed eccoci giunti all’ingresso dei sette nani, gli allievi più piccoli del circolo guidati da simpaticissimi pony. Uno dei primi mezzi di parificazione tra uomini e donne è stato proprio l’equino che ha permesso alle amazzoni di divenire guerriere e difendere il loro territorio ribaltando le consuetudini: i binomi cavallo-donna hanno voluto ricordare nel palco l’uguaglianza dei generi e delle etnie. Dalla Grecia fino a Roma il pony express ha rappresentato il più importante mezzo di comunicazione del passato. Consegnando importanti missive per il mondo è stato l’anello decisivo nello scatenarsi di battaglie e guerre. Il teatro si riempie di personaggi storici: postini a cavallo recapitano a papa Urbano II una pergamena che segnerà l’inizio della guerra tra crociati e saraceni. La scena si sposta di nuovo inondandosi di guerrieri: cavalieri e fanti armati di spade e lance e combattono una battaglia da togliere il fiato al ritmo di una musica infuocata! E quando ancora il finale sembrava incerto, è intervenuto l’amore a infrangere ogni contrasto trionfando sulla morte. Seducenti dame e affascinanti cavalieri si incontrano in sella a complici destrieri per vivere il loro amore. Il cavallo è stato inoltre rappresentato come mezzo sportivo a partire dal XVIII secolo e nello spettacolo è stata rievocata la scena della caccia alla volpe. Il carnevale nelle sue origini simboleggiava il rovesciamento dell’ordine nella società e attraverso la maschera il povero poteva farsi ricco per un giorno e deridere il potente. Cosicché la volpe è risultata vittoriosa sui cacciatori! Attraverso la rappresentazione delle discipline di endurance e salto ostacoli, le attività privilegiate del centro, si è giunti ai giorni d’oggi. Fantasia ha così condotto Alice nella storia e lei ha potuto capire che per quanto grande e forte sia il cavallo desidera instaurare una relazione di fiducia con l’uomo fino a portarlo con gioia sulle proprie spalle. Alice non ha più paura e si reca al 13 Rosso ed è finalmente pronta a cavalcare la Fantasìa!! Inseparabili, cavallo e uomo hanno corso insieme attraverso le epoche della storia trasformandosi e modificando il loro rapporto in una relazione senza fine attratti dal desiderio di fondersi in un unico destino. Guidati dall’amabile voce di uno speaker gli spettatori sono entrati in un’atmosfera magica. Varcando le soglie del tempo sono stati proiettati nell’era che precedette il passaggio degli uomini per poi attraversare tutte le epoche della storia. In questo tempo tale relazione si è creata e ricreata in un succedersi di cambiamenti e di alleanze segrete tra le due diverse specie. Per giungere infine in quella dimensione d’eternità dove non sussistono differenze e solo il rispetto e la fiducia creano quel linguaggio senza parola che permette di colmare ogni distanza e realizzare quella comunione che ogni giorno ci salva.
Valentina Nardi